Biografia

In viaggio nel tempo, tra medicina, scienza e visione

Un percorso in costante divenire, alla ricerca della segreta armonia che unisce le frequenze della fisica alla biologia dell’anima.

Biografia

Una formazione musicale e medica

Nato a Brescia, Roberto Pinelli è presto attratto dalle discipline musicali e da quelle mediche, tra le quali avverte una sottile affinità. Dopo essersi diplomato in Pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, prosegue gli studi musicali negli Stati Uniti, divenendo Direttore di Orchestra con il Maestro Seiji Ozawa al Tanglewood Music Festival, vicino Boston, in Massachussets. Parallelamente si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano, con specializzazione in Oftalmologia.

Dall’occhio alla chirurgia refrattiva. L’occhio lo attrae in modo magnetico, affascinandolo con la sua stupefacente capacità di accogliere e decifrare la luce. Decide quindi di formarsi in chirurgia refrattiva a San Diego, in California, con il professor Michael Gordon, e, rientrato in Italia, crea a Brescia un istituto per la visione che conduce con successo per quindici anni. Nel 2013 fonda lo Switzerland Eye Research Institute (SERI) di Lugano, dove continua i suoi studi sulle proprietà fotiche della retina e sull’utilizzo dei fotoni per la cura dei difetti visivi e del cheratocono. Dalle sue ricerche nasce il celebre Lugano Protocol, trattamento per le patologie retiniche degenerative che si avvale della sinergia tra fotobiomodulazione e nutraceutica.

Ricerca

La luce come cura e come chiave

Dall’osservazione clinica dei pazienti emerge l’evidenza che i suoi trattamenti agli occhi producono inaspettati benefici anche a livello sistemico. L’intuizione del coinvolgimento della luce nella stimolazione di organi intracranici che si trovano oltre l’occhio lo spinge ad approfondire questo aspetto. Ottiene così importanti risultati clinici che diventano soggetti di altrettante pubblicazioni scientifiche. Da qui prendono l’abbrivio nuove ricerche in neuroscienze, che lo portano a individuare nella ghiandola pineale l’organo in cui il messaggio vibrazionale della luce viene percepito sotto forma di istruzioni fisiologiche.

La ghiandola pineale e un protocollo rigenerativo. È l’inizio di un approfondimento che diviene presto centrale nei suoi studi. Ciò che ne consegue è un protocollo di medicina integrativa che, unendo frequenze combinate di luce, suono ed elettromagnetismo all’utilizzo di nutraceutica vegetale purissima, consente di nutrire, decalcificare e stimolare la ghiandola pineale. I risultati che riscontra nei suoi pazienti comprendono rigenerazione cellulare, decalcificazione organica e ringiovanimento sistemico. Oggi, alla sua attività di ricercatore e direttore di SERI Lugano affianca quella di scrittore e divulgatore scientifico.

Clinica

Clinica

Una lunga esperienza nella chirurgia della visione, caratterizzata da protocolli non invasivi e rispettosi dell’equilibrio naturale del corpo.

Ricerca

Ricerca

Un’indagine continua sul ruolo della luce e delle frequenze nell’equilibrio dell’organismo, sulla ghiandola pineale e sulle sue funzioni rigenerative.

Autore e musicista

Autore e musicista

Pubblicazioni scientifiche internazionali, scrittura divulgativa e una sensibilità musicale che indaga la relazione tra frequenze, ascolto e rigenerazione.

Divulgazione

Divulgazione

Il libro Awakening the Pineal Gland costituisce il racconto avvincente del suo pensiero, delle sue intuizioni e delle sue scoperte rivoluzionarie sul ruolo della pineale.

Curriculum vitaeUna sintesi scaricabile del percorso professionale, scientifico e artistico del Dott. Roberto Pinelli.

Q&A

Q&A 01

Molti la chiamano “il chirurgo che lavora con la luce”. Cosa significa esattamente?

La luce è vita. Ha creato il pianeta con le vibrazioni ed è in totale armonia con esso. Riuscire a preservare o ripristinare la salute degli esseri umani con la luce è quindi il massimo che un chirurgo può ottenere, offrendo insieme non invasività, potenza e vitalità.

Q&A 02

Come neuroscienziato, qual è il suo campo di indagine?

La triade terapeutica che ho identificato, composta dall’utilizzo di luce, vibrazioni sonore e nutraceutica, è applicabile in primis al tessuto retinico, ma genera effetti benefici su tutti gli organi a esso collegati da meridiani energetici. Si tratta del risultato di un lavoro di ricerca in cui ho scelto di recuperare conoscenze un tempo già note alla medicina antica. Trovo doveroso validare scientificamente tali nozioni attraverso la pubblicazione di articoli peer review, ossia condivisi dalla comunità scientifica: in questo modo l’antica arte medica può tornare a essere uno strumento efficace per la prevenzione e il ripristino della salute umana.

Q&A 03

Medico, musicista e direttore d’orchestra: come nascono queste passioni così diverse?

In realtà fare musica e fare medicina sono la stessa cosa. Non dimentichiamoci che la medicina è nata come arte sacerdotale e la musica come terapia. In seguito i compositori hanno creato gli spartiti e il concetto di contrappunto, ma la prima forma di musica che ricordiamo era pre-liturgica e, quindi, vibrazionale. Per cui, se ci riflettiamo, musica e medicina possono convivere in un unico concetto: la creatività al servizio della salute.

Q&A 04

La sua esperienza come musicista ha influenzato il suo modo di fare ricerca scientifica?

Se non avessi mai suonato, composto e diretto, sicuramente non avrei mai creato nulla nemmeno in medicina. La creatività non è limitata a un singolo campo, è multidisciplinare. Nel mio percorso, la musica ha aiutato senz’altro la medicina a muoversi attraverso le ricerche più impegnative e a pervenire a risultati importanti.