Pineal Research

Un protocollo integrato per stimolare, nutrire e decalcificare la ghiandola pineale

Dalla sinergia tra fotobiomodulazione, frequenze e nutraceutica nasce un protocollo terapeutico completo dedicato al ripristino e all’ottimizzazione delle funzionalità dell’epifisi.

Pineal Research

L’intuizione di un approccio vibrazionale combinato e completo

La somministrazione separata di fotobiomodulazione e di frequenze sonore ed elettromagnetiche ha dimostrato di avere effetti stimolanti sulla ghiandola pineale, spingendola ad attivare le proprie funzioni [1][2]. Da questa evidenza clinica nasce un protocollo che riunisce in modo sinergico le diverse fonti vibrazionali e che prevede, in aggiunta, l’assunzione di preparati nutraceutici naturali di origine vegetale. Il risultato ottenibile è un rinnovato benessere psico-fisico generalizzato, dovuto a una rigenerazione cellulare, un ripristino del sistema endocrino e una ritrovata lucidità mentale ed emotiva.

Dall’antica ricerca erboristica alle moderne risorse nutraceutiche. Il regno delle piante, più evoluto e funzionale di quello animale, offre innumerevoli principi attivi in grado di ottimizzare il nostro stato di salute. Combinando tra loro estratti purissimi vegetali, già conosciuti dalle più antiche tradizioni e ora validati dalla ricerca scientifica contemporanea, Roberto Pinelli formula ricettari nutraceutici utili al ripristino di molteplici funzioni fisiologiche. I suoi studi hanno dimostrato come questi preparati, opportunamente prescritti, agiscano anche come coadiuvanti nei trattamenti a base di frequenze [3].

Riferimenti
[1] Meissl H, Yáñez J. Pineal photosensitivity. A comparison with retinal photoreception. Acta Neurobiol Exp (Wars); 1994.
[2] Reiter RJ. Electromagnetic fields and melatonin production. Biomed Pharmacother; 1993.
[3] Pinelli R, Bertelli M, Scaffidi E, Bumah VV, Biagioni F, Busceti CL, Puglisi-Allegra S, Fornai F. The neurobiology of nutraceuticals combined with light exposure, a case report in the course of retinal degeneration. Arch Ital Biol.; 2021.

Q&A Pineal Research

Q&A 01

Perché la ghiandola pineale è legata agli occhi e alla visione?

La ghiandola pineale si trova al centro del nostro cervello e, ciò nonostante, presenta recettori atti a percepire la luce. Questo fa ipotizzare che un tempo fosse un vero e proprio terzo occhio, come viene chiamata tuttora in alcune antiche culture. La sua sensibilità alla luce fa sì che le diverse frequenze luminose che riceve attraverso il portale degli occhi la facciano reagire, spingendola a produrre sostanze che vengono poi veicolate nel nostro organismo sotto forma di “istruzioni” fisiologiche.

Q&A 02

Perché ha deciso di produrre nutraceutici?

La mia decisione nasce dallo studio del mondo della botanica. È lì che ho trovato la chiave delle neuroscienze applicate alla terapia con la fotobiomodulazione. Per le piante, infatti, la luce è un alimento: ecco perché dal mondo vegetale possiamo trarre tutti gli elementi biogenici utili alla salute cellulare umana. Oggi molti ricercatori indagano le affinità tra l’uomo e la dimensione vegetale; parallelamente, lo studio della luce intesa come elemento stimolante della rigenerazione delle cellule ha aperto la via alla ricerca sui mitocondri, gli organuli intracellulari deputati alla produzione di energia vitale. La nutraceutica, che sintetizza gli elementi biogenici vegetali e li rende disponibili per l’assunzione sotto forma di tisana, costituisce quindi la branca più scientificamente avanzata del mondo degli integratori: le piante crescono alimentandosi di raggi solari e noi, assumendo i loro estratti, ci cibiamo a nostra volta di luce.